GIVE MORE WITH LESS


Donare molto, con poco.
Anche, quando non si hanno le possibilità economiche, aiutare chi è rimasto indietro, si può.
Basta rinunciare a parte del proprio tempo libero, per dedicarsi agli altri.
Il vero lusso oggi è quello. Il  tempo libero .
Un bene prezioso.
Per molti vale più del denaro.
La parola d’ordine è condivisione.
Mettere a disposizione di chi è meno fortunato
la propria felicità,
il proprio tempo,
le proprie capacità.
Ciascuno di noi sa fare qualcosa che può essere d’aiuto agli altri.
Cosi, nella mia seconda vita ho scelto di lasciare il mio lavoro di inviato speciale e il mio posto fisso in Rai al TG1 e dedicare ancora più tempo alle mie passioni, tra le quali c’è quella di mettermi a disposizione di chi ha bisogno del mio aiuto.
Ho scelto di condividere le mie capacità, la mia rete di conoscenze, il mio tempo.

Come volontaria, senza alcun tornaconto economico.
Milioni di persone nel mondo fanno la mia scelta.
Che non ha nulla di speciale, intendiamoci.
Mi sono semplicemente unita a loro e con un gruppo di amici abbiamo fondato Riscatti, una piccola associazione che utilizza le immagini, la fotografia, come terapia  per raccontare un disagio, un dolore, un momento  anche trasitorio di difficoltà. Oltre ad avere un corso di fotografia annuale realizzato con il sostegno di Fondazione Cariplo e aperto a presone senza fissa dimora, realizziamo poi un grosso progetto che cambia ogni anno e che si basa su un workshop fotografico dedicato a persone di volta in volta diverse ma sempre in difficoltà per qualche ragione.
Abbiamo lavorato con i senza fissa dimora e adulti in difficoltà, con gli immigrati e gli adolescenti malati di cancro. Siamo stati due mesi ad Amatrice per fare un corso di fotografia a giovani sopravvissuti al terremoto. L’ultimo progetto l’abbiamo realizzato con vittime di bullismo in cura alla Casa pediatrica del Fatebenefratelli. Al termine di ogni progetto Riscatti realizza da 5 anni una grande mostra al PAC Padiglione d’arte contemporanea di Milano con le fotografie scattate da queste persone che vivono in qualche modo un disagio e lo raccontano attraverso uno storytelling iconografico.
Se volete donare qualche ora del vostro tempo, unitevi a noi. Voi aspetto.

E anche con la mia piccola etichetta Dress more withe Less ho scelto un modo etico di produrre:

  • facendo lavorare cooperative di donne in Colombia, Marocco, India e Vietnam,
  • riconoscendo il valore e la dignità del loro lavoro e pagandolo il giusto,
  • mettendo al primo posto della mia attività non il profitto bensì l’aspetto sociale
  • cercando di utilizzare il più possibili tinture naturali vegetali
  • combattendo lo spreco e producendo pochi capi, lentamente, con amore se senza seguire i ritmi folli della fast fashion che ha costi sociali ed ambientali altissimi
  • donando 1 euro per ogni capo venduto all’associazione L’Arte del vivere con Lentezza www.vivereconlentezza.it che, con piccoli progetti molto concreti e mirati, sostiene l’emancipazione delle donne e acquista materiale per la scuola della baraccopoli di Jaipur.Sono stata là con loro e ho verificato la concretezza del loro operato. Per questo li sostengo.