💥TIME TO CHANGE💥 “E’ tempo di cambiare e di rallentare”, lo ha scritto persino Giorgio Armani in una lettera aperta al mondo della moda, denunciando quanto in tanti stiamo sostenendo da anni: l’insostenibilitá, per i costi altissimi ambientali ed umani, di una moda sprecona che a giugno mette in vendita giá i cappotti invernali, che sforna una collezione a settimana seguendo le orme della grande distribuzione del fast fashion. Dress more with less: less fast fashion, more one e kind fashion, meno capi nell’armadio ma più scelti, pezzi unici non dozzinali, che abbiamo solo noi, fatti con amore e con lentezza, nel rispetto della natura e del lavoro degli artigiani che non deve essere mai sfruttato bensì retribuito il giusto e soprattutto fatto a ritmi umani e non in batteria. La rivoluzione inizia nel nosto armadio, dalle scelte che facciamo noi ogni volta che acquistiamo un abito nel rispetto della persona che lo ha per noi realizzato. Ma il mondo della moda è davvero pronto ad un cambio di passo? LUNEDI ORE 15 NE PARLO IN DIRETTA INSTAGRAM CON MARINA SPADAFORA @marina_spadafora, coordinatrice di Fashion revolution e coautrice di questo libro appena uscito. Vi aspetto, preparate tante domande daró spazio per rispondere a ciascuna di voi!😜 #ethicalfashion #timetochange #fashionrevolution #fashion #fairfashion #modaetica #timetichange #direttainstagram #iglive

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🛍 CONSCIOUS BUYING🛍Be a conscious buyer means to start recognizing the value of quality and paying the right for each product.To identify a real good quality mochila start looking its tassels😜Ho notato che da quest’estate il mercato anche italiano è stato invaso dalle mochilas. E come spesso purtroppo accade quando un prodotto diventa di moda, la qualitá si abbassa e tra l’altro non sempre, in proporzione, anche il prezzo! Nella maggior parte dei casi i negozianti che acquistano le mochilas non conoscono affatto il prodotto e la sua storia, nè tantomeno gli artigiani che lo realizzano, le diverse tecniche che utilizzano e che ne determinano la qualitá e di conseguenza il prezzo. Le mochila di alta qualitá non sono molte sul mercato (e spesso vengono fatte in esclusiva per i produttori più famosi) perchè non tutte le artigiane sono in grado si realizzarle e la lavorazione richiede il doppio del tempo. Spesso lavorano a cottimo prodotti dozzinali perchè non sono in grado di farne di migliori e vengono sfruttate dai mediatori che li rivendono a basso costo invece che essere formate e istruite a migliorarsi come accade nella cooperative delle donne Wayuu con le quali lavoro. Non è detto che una mochila realizzata in fretta e con bassa qualitá (si usa doppio filo per finirla prima e dunque la tessitura risulta spessa e “pattona”) non possa comunque essere piacevole alla vista. Anche io vi propongo diverse qualitá di mochila per accontentare diverse “tasche” ma il prezzo cambia di conseguenza. Comunque, la prima regola per riconoscere una top quality mochila, è guardare il cordone e le nappe. La tessitura della mochila è un’arte con regole ben precise, è una delle prime cose che ho imparato passando le giornate in Colombia nelle capanne delle indigene che le realizzano. Il cordone deve essere spesso, ben rifinito e bordato; le nappe “gordite”, cioè grasse e con la campana ricoperta interamente all’uncinetto. Come quelle delle prime due fotografie in questo post. Le altre due invece sono nappe di una borsa di qualitá inferiore che se vi piace, fare bene ad acquistare, ma che non puó costare come le altre. #beconscious #qualityfirst #mochilas #recognizequality

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🛍 CONSCIOUS BUYING🛍 Be a conscious buyer means to start recognizing the value of quality and paying the right for each product. To identify a real good quality mochila start looking its tassels😜 Ho notato che da quest’estate il mercato anche italiano è stato invaso dalle mochilas. E come spesso purtroppo accade quando un prodotto diventa di moda, la qualitá si abbassa e tra l’altro non sempre, in proporzione, anche il prezzo! Nella maggior parte dei casi i negozianti che acquistano le mochilas non conoscono affatto il prodotto e la sua storia, nè tantomeno gli artigiani che lo realizzano, le diverse tecniche che utilizzano e che ne determinano la qualitá e di conseguenza il prezzo. Le mochila di alta qualitá non sono molte sul mercato (e spesso vengono fatte in esclusiva per i produttori più famosi) perchè non tutte le artigiane sono in grado si realizzarle e la lavorazione richiede il doppio del tempo. Spesso lavorano a cottimo prodotti dozzinali perchè non sono in grado di farne di migliori e vengono sfruttate dai mediatori che li rivendono a basso costo invece che essere formate e istruite a migliorarsi come accade nella cooperative delle donne Wayuu con le quali lavoro. Non è detto che una mochila realizzata in fretta e con bassa qualitá (si usa doppio filo per finirla prima e dunque la tessitura risulta spessa e “pattona”) non possa comunque essere piacevole alla vista. Anche io vi propongo diverse qualitá di mochila per accontentare diverse “tasche” ma il prezzo cambia di conseguenza. Comunque, la prima regola per riconoscere una top quality mochila, è guardare il cordone e le nappe. La tessitura della mochila è un’arte con regole ben precise, è una delle prime cose che ho imparato passando le giornate in Colombia nelle capanne delle indigene che le realizzano. Il cordone deve essere spesso, ben rifinito e bordato; le nappe “gordite”, cioè grasse e con la campana ricoperta interamente all’uncinetto. Come quelle delle prime due fotografie in questo post. Le altre due invece sono nappe di una borsa di qualitá inferiore che se vi piace, fare bene ad acquistare, ma che non puó costare come le altre. #beconscious #qualityfirst #mochilas #recognizequality

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🧶MOUNTAIN MOCHILAS🧶Arhuaco men traditionally use three mochilas: one called chige kwanu, to save personal belongings, another called Zizhu, to carry cocoa leaves, and the third for food storage or travel items.Alle pendici della Sierra Nevada vivono gli indigeni Aruhaco. I più schivi e i più primitivi tra le minoranze etniche che ho incotrato finora. A gennaio sono stata qui, nella regione del Cesar che confina con La Guajira, per realizzare le mochilas en fique, leggerissime in fibra di agave, tipiche degli indigeni Kankuhama che sono andate a ruba giá nei miei primi market a primavera. Onilda, l’artigiana della cooperativa (trovate la sua storia e quella delle borse nei post di gennaio) me ne ha tricottate ancora una decina e passando a ritirarle mi sono fermata ad acquistare per la prima volta due mochilas anche dagli Aruhaco. In realtá queste borse sono di lana di pecora e pelo di capra, molto ruvide e pungenti ed hanno una lavorazione molto grezza, nei soli colori della terra, diversa da quella delle mochilas Wayuu. Ne ho comunque scelte un paio tra queste appese. Le porteró ad ottobre in Marocco per provare un innesto di artigianato marocchino in quello colombiano. Uno di quei mix di saperi e diverse culture che io amo molto. Tipo le combo bags di quest’estate che hanno unito il lavoro delle artigiane del Madagascar a quello delle indigene Wayuu. Vediamo cosa ne viene fuori. #staytuned #mochila#arhuaco #artisans #woolmochila #slowfashion#handmade #dressmorewithless

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🧶MOUNTAIN MOCHILAS🧶 Arhuaco men traditionally use three mochilas: one called chige kwanu, to save personal belongings, another called Zizhu, to carry cocoa leaves, and the third for food storage or travel items. Alle pendici della Sierra Nevada vivono gli indigeni Aruhaco. I più schivi e i più primitivi tra le minoranze etniche che ho incotrato finora. A gennaio sono stata qui, nella regione del Cesar che confina con La Guajira, per realizzare le mochilas en fique, leggerissime in fibra di agave, tipiche degli indigeni Kankuhama che sono andate a ruba giá nei miei primi market a primavera. Onilda, l’artigiana della cooperativa (trovate la sua storia e quella delle borse nei post di gennaio) me ne ha tricottate ancora una decina e passando a ritirarle mi sono fermata ad acquistare per la prima volta due mochilas anche dagli Aruhaco. In realtá queste borse sono di lana di pecora e pelo di capra, molto ruvide e pungenti ed hanno una lavorazione molto grezza, nei soli colori della terra, diversa da quella delle mochilas Wayuu. Ne ho comunque scelte un paio tra queste appese. Le porteró ad ottobre in Marocco per provare un innesto di artigianato marocchino in quello colombiano. Uno di quei mix di saperi e diverse culture che io amo molto. Tipo le combo bags di quest’estate che hanno unito il lavoro delle artigiane del Madagascar a quello delle indigene Wayuu. Vediamo cosa ne viene fuori. #staytuned #mochila #arhuaco #artisans #woolmochila #slowfashion #handmade #dressmorewithless

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E poi arriva il giorno più atteso nella rancheria Wayuu. La domenica. Quello in cui Cristina ritira da ciascuna artigiana il lavoro realizzato in settimana. E’ un rito. Cristina è una master. E’ nata qui, in questa rancheria. Ha imparato tutto da sua nonna. Ha studiato in città e parla spagnolo a perfezione. E’ l’artigiana più capace, quella che aiuta tutte le altre a migliorare la qualità delle borse. Più le borse sono di qualità e più le potrá vendere a caro prezzo, dando il ricavato all’artigiana che le ha realizzate. Senza costringerla a svendere il prorio lavoro agli intermediari del mercato. E’ stata sua l’idea della cooperativa ed ora ce ne sono una decina in tutta La Guajira, riunite in una Federazione che garantisce la tutela della tradizione Wayuu. Ciascun artigiano consegna a lei le mochilas e riceve in cambio i pesos. Per me è bellissmo vedere che il denaro che ho dato a Cristina finisce direttamente nelle mani delle artigiane ed un minuto dopo osservarle mentre lo utilizzano per acquistare riso e farina per i loro bambini nel piccolo spaccio delle rancheria. Per questo vengo fin qui (per la seconda volta quest’anno). Perchè questa filiera corta mi assicura che dietro ogni mio articolo non ci sia mai sfruttamento. Ed è questo il senso di Dress more with less. Vestirsi con più consapevolezza e con meno impatto. Umano ed ambientale. Ci tengo a mostrarvi l’origine e la storia di ogni capo che vi propongo e sono felice che l’apprezziate. Grazie🙏.#slowfashion#sustainablefashion#mochila#wayuubags#wayuupeople#handmade#dressmorwithless#artisans#storytelling#fashion#bags

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E poi arriva il giorno più atteso nella rancheria Wayuu. La domenica. Quello in cui Cristina ritira da ciascuna artigiana il lavoro realizzato in settimana. E’ un rito. Cristina è una master. E’ nata qui, in questa rancheria. Ha imparato tutto da sua nonna. Ha studiato in città e parla spagnolo a perfezione. E’ l’artigiana più capace, quella che aiuta tutte le altre a migliorare la qualità delle borse. Più le borse sono di qualità e più le potrá vendere a caro prezzo, dando il ricavato all’artigiana che le ha realizzate. Senza costringerla a svendere il prorio lavoro agli intermediari del mercato. E’ stata sua l’idea della cooperativa ed ora ce ne sono una decina in tutta La Guajira, riunite in una Federazione che garantisce la tutela della tradizione Wayuu. Ciascun artigiano consegna a lei le mochilas e riceve in cambio i pesos. Per me è bellissmo vedere che il denaro che ho dato a Cristina finisce direttamente nelle mani delle artigiane ed un minuto dopo osservarle mentre lo utilizzano per acquistare riso e farina per i loro bambini nel piccolo spaccio delle rancheria. Per questo vengo fin qui (per la seconda volta quest’anno). Perchè questa filiera corta mi assicura che dietro ogni mio articolo non ci sia mai sfruttamento. Ed è questo il senso di Dress more with less. Vestirsi con più consapevolezza e con meno impatto. Umano ed ambientale. Ci tengo a mostrarvi l’origine e la storia di ogni capo che vi propongo e sono felice che l’apprezziate. Grazie🙏. #slowfashion #sustainablefashion #mochila #wayuubags #wayuupeople #handmade #dressmorwithless #artisans #storytelling #fashion #bags

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🧶INTERGENERATIONAL KNOWLEDGE EXGANGES are what the Wayuu community are building through. Grandma teaching her nieces the mochilas tradition. In una mochilas ben fatta, nulla va lasciato al caso. Le nonne oramai lavorano anche quando perdono la vista. Non hanno bisogno del metro o di un cartamodello. Ma per insegnare alle nipoti questa tradizione che si tramanda da generazioni, partono dalle regole fondamentali: la plata, la base della mochila tradizionale, nella misura standard, non deve misurare più di 22 cm. Nella famiglia Wayuu gli anziani sono preziosi: si occupano della crescita dei nipoti, sono integrati e rispettati, ascoltati come una volta noi facevamo con i nostri nonni. #wayuupeople #mochilas #rancheria #handmade #grandma #intergenerational #intergenerationallearning #storytelling

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💥CHINCHORROS💥 Mani che si muovono all’unisono, gesti ripetitivi, un ritmo costante. I chinchorros sono le amache Wayuu, nelle quali loro dormono all’interno delle loro capanne. Le artigiane più brave ne fanno di meravigliose, finite tutte all’uncinetto, destinate alla vendita. Occorre una settimana per terminarne una e ai telai lavorano due artigiane contemporaneamente. Quelle realizzate qui costano fino a 700.000 pesos, circa 400€. Il giusto, per un lavoro così lungo e laborioso. Al mercato purtroppo si trovano anche a 100 euro perchè gli internediari vanno nei villaggi che, per ignoranza o mancanza di mezzi per raggiungere la città, non riescono ad organizzare una vendita e gliele portano via per pochi spicci. Per questo il lavoro delle cooperative e della federazione di cooperative è importante e prezioso: per salvaguardare la dignitá e il lavoro delle artigiane. Ogni volta che siamo tentati di acquistare un capo a basso costo sappiamo che sempre c’e dietro qualcuno che è stato sfruttato e umiliato. #fairfashion #sustainablefashion #sustainability #chinchorro #chinchorrowayuu #consciouness #handmade #colombia #storytelling

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🧵RANCHERIA DAY🧵In one of the indigenous Wayuu village where they live, making #mochilasbagDue ore di sterrato per arrivare alla rancheria, al confine con il Venezuela, dove il caldo è soffocante, la pioggia è un miraggio, e la terra rossa è crepata dalla siccitá. Odore di bestiame e di braci accese. Volti dolci solcati dal sole, le tuniche buone, quelle della festa, ricamate a mano da loro. Sono tutti in cerchio seduti sotto la tettoia della capanna dell’autoritá, il capo villaggio. Sono l’unica straniera, ma mi sento a mio agio. Oggi Cristina raccoglierá le mochila giá pronte da consegnare in parte a me in parte ad altri clienti e ciascuno di loro riceverà un compenso congruo alle ore di lavoro impiegate. Anche alcuni uomini lavorano all’uncinetto. Beatriz ha iniziato da poco una nuova borsa rosa, partendo come sempre si fa dalla plata, il fondo. Nonna Ana si fa aiutare dalla nipotina per la realizzazione del cordone che chiude la borsa. Alejandra è giá a metá lavoro: lo ha iniziato due giorni fa. Un uomo realizza una tracolla a macramè. E’ uno dei villaggi più remoti, c’è una piccola aula che funge da scuola e un solo pozzo per 120 famiglie. Un mulino a vento e un panello solare dono dei gringos, gli americani. Solo qualche giovane conosce qualche parola in spagnolo, tutti gli altri parlano l’idioma antico dei Wayuu. Resto così, in un tempo sospeso, rapita ad osservare il loro lavoro per ore. Finchè non mi invitano ad unirmi alla loro povera comida: capretto alla brace ucciso in via eccezionale, apposta per me, e chichia, la loro bevanda di acqua e mais. Non è la prima volta che vengo in una rancheria, ma è un’esperienza così forte che rimango sempre colpita. Mi invitano a trascorrere la notte in un chinchorro, una delle amache tessute da loro. Ed io, non me ne andrei più.#staytuned#dovenasconolemochilas#storytelling#meetingartisans #handmade#crochetbags#traditions#heritage#wayuu#rancheria#beyond #mochila

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🧵RANCHERIA DAY🧵 In one of the indigenous Wayuu village where they live, making #mochilasbag Due ore di sterrato per arrivare alla rancheria, al confine con il Venezuela, dove il caldo è soffocante, la pioggia è un miraggio, e la terra rossa è crepata dalla siccitá. Odore di bestiame e di braci accese. Volti dolci solcati dal sole, le tuniche buone, quelle della festa, ricamate a mano da loro. Sono tutti in cerchio seduti sotto la tettoia della capanna dell’autoritá, il capo villaggio. Sono l’unica straniera, ma mi sento a mio agio. Oggi Cristina raccoglierá le mochila giá pronte da consegnare in parte a me in parte ad altri clienti e ciascuno di loro riceverà un compenso congruo alle ore di lavoro impiegate. Anche alcuni uomini lavorano all’uncinetto. Beatriz ha iniziato da poco una nuova borsa rosa, partendo come sempre si fa dalla plata, il fondo. Nonna Ana si fa aiutare dalla nipotina per la realizzazione del cordone che chiude la borsa. Alejandra è giá a metá lavoro: lo ha iniziato due giorni fa. Un uomo realizza una tracolla a macramè. E’ uno dei villaggi più remoti, c’è una piccola aula che funge da scuola e un solo pozzo per 120 famiglie. Un mulino a vento e un panello solare dono dei gringos, gli americani. Solo qualche giovane conosce qualche parola in spagnolo, tutti gli altri parlano l’idioma antico dei Wayuu. Resto così, in un tempo sospeso, rapita ad osservare il loro lavoro per ore. Finchè non mi invitano ad unirmi alla loro povera comida: capretto alla brace ucciso in via eccezionale, apposta per me, e chichia, la loro bevanda di acqua e mais. Non è la prima volta che vengo in una rancheria, ma è un’esperienza così forte che rimango sempre colpita. Mi invitano a trascorrere la notte in un chinchorro, una delle amache tessute da loro. Ed io, non me ne andrei più. #staytuned #dovenasconolemochilas #storytelling #meetingartisans #handmade #crochetbags #traditions #heritage #wayuu #rancheria #beyond #mochila

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🌈COLOR THERAPY🌈Working at #dressmorewithless new #mochilas collection with Cristina an indigena Wayuu master who founded a women cooperative to help Wayuu who don’t speak even spanish, to improve their skills in the weaving mochilas art, to be fairly paid and to preseve their ancient traditions. Lavorare con Cristina è ogni volta un viaggio nei colori e nei pattern antichi dei Wayuu. Fiera e un po’ diffidente come tutti gli indigeni de La Guajira, terra aspra, remota e poverissima ai confini della Colombia, quanche anno fa ha raccolto le indigene di alcune rancherie in una cooperativa per aiutarle a commercializzare le mochilas al giusto prezzo, e preservare i pattern della loro tradizione centenaria.Insieme trascorriamo giornate intere a scegliere i filati, abbinare i colori, selezionare i pattern e creare nuove suggestioni. La sede della sua coop è in un miniscolo villaggio a due ore e mezza di bus dalla capitale della Guajira, in una piccoa casetta di mattoni rossi a due passi da una spiaggia selvaggia. Qui tiene corsi alle giovani Wayuu, facendole arrivare dalle rancherie sperdute nella savana, lontane anche un giorno di viaggio a piedi. Le ospita per una settimana e poi tornano nei villaggi a formare a loro volta altre artigiane. Il progetto nei primi anni era sostenuto dalla “social responsability “ di Chevrón che qui estrae il 70% del gas che esporta nel mondo. Ora non più e lei spesso è in difficoltá e subisce la concorrenza di prodotti di bassa qualitá che vengono venduti a prezzi stracciati da intermediari che sfruttano il lavoro di queste donne pagandole pochi dollari per una borsa che richiede giorni di lavoro all’uncinetto. Borse fatte in fretta e male per far produrre le donne a cottimo utilizzando fili doppi e pesanti che velocizzano il lavoro all’uncinetto e che purtroppo stanno invadendo anche i nostri negozi, acquistate tanto al chilo,qui nei mercati, da buyer accecate dal profitto e disinteressate alla storia umana di chi le produce. Per questo Cristina è ossessionata dalla qualitá. E le sue mochilas sono dei capolavori di bellezza, umanità e cura del dettaglio. A me piacciono così😜.#staytuned #womenempowerment#storytelling

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🌈COLOR THERAPY🌈 Working at #dressmorewithless new #mochilas collection with Cristina an indigena Wayuu master who founded a women cooperative to help Wayuu who don’t speak even spanish, to improve their skills in the weaving mochilas art, to be fairly paid and to preseve their ancient traditions. Lavorare con Cristina è ogni volta un viaggio nei colori e nei pattern antichi dei Wayuu. Fiera e un po’ diffidente come tutti gli indigeni de La Guajira, terra aspra, remota e poverissima ai confini della Colombia, quanche anno fa ha raccolto le indigene di alcune rancherie in una cooperativa per aiutarle a commercializzare le mochilas al giusto prezzo, e preservare i pattern della loro tradizione centenaria.Insieme trascorriamo giornate intere a scegliere i filati, abbinare i colori, selezionare i pattern e creare nuove suggestioni. La sede della sua coop è in un miniscolo villaggio a due ore e mezza di bus dalla capitale della Guajira, in una piccoa casetta di mattoni rossi a due passi da una spiaggia selvaggia. Qui tiene corsi alle giovani Wayuu, facendole arrivare dalle rancherie sperdute nella savana, lontane anche un giorno di viaggio a piedi. Le ospita per una settimana e poi tornano nei villaggi a formare a loro volta altre artigiane. Il progetto nei primi anni era sostenuto dalla “social responsability “ di Chevrón che qui estrae il 70% del gas che esporta nel mondo. Ora non più e lei spesso è in difficoltá e subisce la concorrenza di prodotti di bassa qualitá che vengono venduti a prezzi stracciati da intermediari che sfruttano il lavoro di queste donne pagandole pochi dollari per una borsa che richiede giorni di lavoro all’uncinetto. Borse fatte in fretta e male per far produrre le donne a cottimo utilizzando fili doppi e pesanti che velocizzano il lavoro all’uncinetto e che purtroppo stanno invadendo anche i nostri negozi, acquistate tanto al chilo,qui nei mercati, da buyer accecate dal profitto e disinteressate alla storia umana di chi le produce. Per questo Cristina è ossessionata dalla qualitá. E le sue mochilas sono dei capolavori di bellezza, umanità e cura del dettaglio. A me piacciono così😜. #staytuned #womenempowerment #storytelling

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🧵WEAVING THE FUTURE🧵 Tessere il proprio futuro. È quello che fanno le artigiane indiane che prosucono i tappeti con i quali ho realizzato le dhurries bag in cotone e lamè e che io sostengo attraverso il progetto #wtf Weaving the future, del mio amico Nitesh Jain che forma le donne all’arte della tessitura dei tappeti e insieme ai suoi clienti che li acquistano aiuta a tessere il futuro dei bambini del suo villaggio a 50km da Jaipur e di altri due limitrofi. Acquistando banchi, sedie ed attrezzature per le scuole nelle quali gli studenti diversamente sono costretti a sedersi per terra. sono stati promossi il 45% dei bimbi in più da quando nelle classi ci sono banchi, sedie e persino un computer. Felice di poter dare il mio microscopico contributo. Grazie anche a voi che le acquistate i miei prodotti. #givingback #weavingthefuture #wtf #charity #educationalproject

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💥WEAVING THE FUTURE💥 A questa borsa tengo particolarmente. Perchè è stata realizzata nella factory che ho visitato in #rajasthan nelle scorse settimane, ricordate? Quella che da’ lavoro alle donne di un intero villaggio garantendo loro un compenso dignitoso, che le forma all’arte della tessitura dei tappeti, fornisce loro un telaio a domicilio se sono impossibilitate a raggiungere il luogo di lavoro. Ma soprattutto, dona parte del ricavato nel progetto #wtf per acquistare tutto ció che occorre nelle scuole pubbliche dei loro bambini. Bello, no? #weavingthefuture #dhurries #handweaving #accessories #leatherbracelets #dressmorewithless #accessories #womenhelpingwomen #womenempowerment

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💥BUY HANDMADE💥Per sostenere l’artigianato, che in India dà lavoro ad oltre 23 milioni di persone, mantiene in vita le piccole comunitá rurali e le loro famiglie e permette ai bimbi di avere un’ istruzione. Per salvaguardare tradizioni e conoscenze che si tramandano da 4000 anni e che rischiano di estinguersi travolte dalla globalizzazione. Ma soprattutto per avere un capo che porta con sè l’unicitá della cultura in cui è stato prodotto in un mondo in cui l’omologazione domina il nostro lifestyle.🇬🇧With over 23 million craftspeople, the crafts sector is the second largest employer in India. Many communities in India depend on their craft skills as a source of income. The craft sector keeps rural communities alive, sustains families, and allows children to gain education. Supporting the craft sector breathes life into a heritage that is over 4,000 years old. It maintains the transfer of valuable traditional knowledge from elders to youths and master craftspeople to students. Above all, in an evolving global village where homogenous products dominate our lifestyles, craft products stand apart in their distinctiveness and cultural reference. Every purchase of craft products not only allows consumers to buy quality products but also maintain a connection with their culture.#buyhandmade #dressmorewithless #newprints#workingonnewcollection #printing#blockprint#newcoats #aw19#sustainablefashion #craftmanship

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💥BUY HANDMADE💥 Per sostenere l’artigianato, che in India dà lavoro ad oltre 23 milioni di persone, mantiene in vita le piccole comunitá rurali e le loro famiglie e permette ai bimbi di avere un’ istruzione. Per salvaguardare tradizioni e conoscenze che si tramandano da 4000 anni e che rischiano di estinguersi travolte dalla globalizzazione. Ma soprattutto per avere un capo che porta con sè l’unicitá della cultura in cui è stato prodotto in un mondo in cui l’omologazione domina il nostro lifestyle. 🇬🇧With over 23 million craftspeople, the crafts sector is the second largest employer in India. Many communities in India depend on their craft skills as a source of income. The craft sector keeps rural communities alive, sustains families, and allows children to gain education. Supporting the craft sector breathes life into a heritage that is over 4,000 years old. It maintains the transfer of valuable traditional knowledge from elders to youths and master craftspeople to students. Above all, in an evolving global village where homogenous products dominate our lifestyles, craft products stand apart in their distinctiveness and cultural reference. Every purchase of craft products not only allows consumers to buy quality products but also maintain a connection with their culture. #buyhandmade #dressmorewithless #newprints #workingonnewcollection #printing #blockprint #newcoats #aw19 #sustainablefashion #craftmanship

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💥QUALITY CONTROL💥 Sveglia all’alba questa mattina perchè a dir la veritá non stavo più nella pelle. Non vedevo l’ora di verificare la riuscita della stampa sui mei cappottini che hanno trascorso la notte ad asciugare. Sono perfetti! Di quella perfetta imperfezione che solo l’handmade ci sa regalare. Staranno tutta la giornata così, appesi al sole. Oggi la temperatura è risalita oltre i 40 gradi e i blockprinters sono contenti perchè la stagione delle piogge è nemica della loro artigianalitá e infatti tra luglio e agosto sono costretti ad interrompere il loro lavoro per giorni. Le tinture hanno bisogno di molto caldo e molto sole per poter penetrare e fissarsi nelle fibre. Ogni volta che acquisto un capo mi chiedo sempre chissà chi l’ha prodotto, con quale tecnica, in quale Paese. E ora tutta questa fame di curiositá la soddisfo seguendo passo per passo la mia produzione. Adoro conoscere la storia di ció che indosso! #fashionstoryteller #thecoat #frillcoat #blockprinted #handmade #fashion #costumized #dressmorewithless #workingonnewcollection #aw19

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⚱️GOLD PRINTS, NEW COATS⚱️Lo ammetto. Ho tremato assistendo live alla stampa, non sul tessuto a metri, ma direttamente sui miei #dressmorewithles frill coats e pon pon pants giá tagliati e imbastiti! Se si stampa a metri e qualcosa va storto (capita ci siano sbavature qua e lá essendo un prodotto fatto a mano) … zac! Si taglia via il pezzo di tessuto rovinato e via, si usa l’altro. Ma qui? Ogni errore implica dover rifare l’intero capo e tornare alla ricerca del tessuto, sperando di trovarne ancora. Perchè non è semplice scovare tessuti pesanti in India, a meno che non si vada verso l’Himalaya. E’ il prezzo del one of a kind, del pezzo unico. E non è stato facile trovare qualcuno disposto a farlo. Un po’ per il rischio dell’errore un po’ perchè stampare 100 metri di tessuto (la richiesta minima per una stampa personalizzata) è più veloce che stampare cappottino per cappottino, pantalone per pantalone.Ma con 100 metri dello stesso tessuto che ci faccio? 30 cappottini tutti uguali uno all’altro???? Nooooooo, non sarebbe più #dressmorewithless e addio all’esclusivitá del pezzo unico, a quel sottile piacere di indossare un capo che al mondo abbiamo solo noi, perchè uno uguale non c’è! C’è chi si sente più sicura ad avere l’abito di moda, la borsa hit della stagione, quella che hanno tutte le amiche: crea appartenenza.A me invece è sempre piaciuto andare un po’ controcorrente e una borsa o un abito che hanno tutte mi mortifica più che rassicurarmi. La diversitâ è una grande ricchezza. E l’handmade e l’artigianato ne sono la massima espressione. Per questo ci piacciono!#oneofakindcollection #workingonnewcollection #aw19 #frillcoat#popponpant#blockprint#goldblockprint #gold#fashion#solopezziunici#crafts #india#traditons#ethnochic

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⚱️GOLD PRINTS, NEW COATS⚱️ Lo ammetto. Ho tremato assistendo live alla stampa, non sul tessuto a metri, ma direttamente sui miei #dressmorewithles frill coats e pon pon pants giá tagliati e imbastiti! Se si stampa a metri e qualcosa va storto (capita ci siano sbavature qua e lá essendo un prodotto fatto a mano) ... zac! Si taglia via il pezzo di tessuto rovinato e via, si usa l’altro. Ma qui? Ogni errore implica dover rifare l’intero capo e tornare alla ricerca del tessuto, sperando di trovarne ancora. Perchè non è semplice scovare tessuti pesanti in India, a meno che non si vada verso l’Himalaya. E’ il prezzo del one of a kind, del pezzo unico. E non è stato facile trovare qualcuno disposto a farlo. Un po’ per il rischio dell’errore un po’ perchè stampare 100 metri di tessuto (la richiesta minima per una stampa personalizzata) è più veloce che stampare cappottino per cappottino, pantalone per pantalone.Ma con 100 metri dello stesso tessuto che ci faccio? 30 cappottini tutti uguali uno all’altro???? Nooooooo, non sarebbe più #dressmorewithless e addio all’esclusivitá del pezzo unico, a quel sottile piacere di indossare un capo che al mondo abbiamo solo noi, perchè uno uguale non c’è! C’è chi si sente più sicura ad avere l’abito di moda, la borsa hit della stagione, quella che hanno tutte le amiche: crea appartenenza. A me invece è sempre piaciuto andare un po’ controcorrente e una borsa o un abito che hanno tutte mi mortifica più che rassicurarmi. La diversitâ è una grande ricchezza. E l’handmade e l’artigianato ne sono la massima espressione. Per questo ci piacciono! #oneofakindcollection #workingonnewcollection #aw19 #frillcoat #popponpant #blockprint #goldblockprint #gold #fashion #solopezziunici #crafts #india #traditons #ethnochic

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