TRAVEL MORE WITH LESS


«Tra vent’anni sarete più delusi

per le cose che non avete fatto

che per quelle che avete fatto.

Quindi mollate le cime.

Allontanatevi dal porto sicuro.

Prendete con le vostre vele i venti.

Esplorate. Sognate. Scoprite.»

(Mark Twain)

Ci sono diversi modi di viaggiare.
Non importa che budget e quanto tempo si hanno a disposizione.
C’è chi viaggia tutto l’anno in hotel di super lusso eppure non ha mai visto il mondo.
Io da 15 anni viaggio scambiando la mia casa con quella degli altri, oppure portando il mio guscio con me, il mio camper. Preferendo la sosta libera o in piccole aree con corrente e servizi ai campeggi attrezzati con piscina, ristorante, animazione, dei surrogati dei villaggi turistici che sono lontani anni luce dal mio modo di essere.
Quando viaggio cerco innanzitutto il silenzio.
La tranquillità.
Nel silenzio, osservo.
Le persone che incontro.
Le tradizioni locali.
Le culture diverse dalla mia.
Io adoro la diversità.
Merce rara in un mondo globalizzato e colonizzato dalle grande catene di hotel tutti uguali l’uno all’altro , non importa dove si trovino.
Per viaggiare con occhi curiosi esco dalla mia confort zone, dai luoghi che già conosco, dai sentieri già battuti.  Cerco un’esperienza fuori dall’ordinario.
E per trovarla non occorrono budget infiniti.
Da quando ho lasciato il mio lavoro per esempio ho cercato di mettere a frutto ciò che so fare e ciò che amo fare per ripagarmi il costi vivi del viaggio.
Ovunque vada, incontro artigiani, ascolto le loro storie, seleziono i prodotti del loro ingegno e della loro manualità e una volta tornata a casa, nel mio atelier (un seminterrato che ho riadattato nella casa di mia madre) li trasformo in capi unici ed originali che poi vendo nei mercati hipster in giro per l’Italia, ma non solo.  Altro viaggio nel viaggio. Sempre libera, sempre all’aria aperta.
Travel more with less: viaggiare di più e meglio con meno. Meno risorse economiche, meno lusso, meno inquinamento, più condivisione, rispetto, ricerca di autenticità.
E’ una scelta di libertà. Basta volerlo con decisione e con consapevolezza: era pronto a grandi sacrifici, a grandi rinunce ma non aveva identificato il proprio lavoro con se stesso. L’importate è il cammino, non la meta. Facile identificarsi con essa e una volta raggiunta. Facile fermarsi lì.
In una confort zone dove tutto ciò che facciamo è un automatismo che per quanto impegnativo garantisce il successo. Che alla fine diventa una droga. La curiosità invece è la vera droga di chi sceglie il cambiamento e capisce che la strada è terminata, la meta raggiunta e può ricominciare da capo incamminandosi su un altro sentiero. Anzi non  vede l’ora di iniziare il nuovo cammino, non sta più nella pelle. Perché la curiosità è la molla che spinge il cambiamento.

 

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