DRESS MORE WITH LESS


L’armadio ideale è sempre stato il mio sogno.
Nel tempo ho capito che per realizzarlo non occorre avere cassetti straripanti ed investire fortune in abiti griffati.
E’ sufficiente liberare la fantasia, cercare l’unicità, rincorrere la diversità.
Scovare pezzi unici, capi che ci rappresentino e raccontino la storia di chi li ha realizzati.
Come i capi Dress more with less : tagli contemporanei e un mix  multietnico di tessuti, passamanerie e ricami di sapienti artigiani di terre lontane.
Un gioco di contrasti, e di worldwide textiles.

Courtney Carver l’americana, guru del Be more with less sostiene ci si possa vestire per 3 mesi con soli 33 capi, sapientemente mescolati. Svuotando l’armadio di tutto il superfluo.
Io non ho mai contato i miei ma di certo non sono moltissimi.
Il segreto è mescolare ai capi basici, che hanno tutti, un pezzo unico: il tuo.
E alleggerirsi  di tutto ciò che non indossiamo da anni ma che non abbiamo il coraggio di lasciar andare.

Dress more with less, vestirsi meglio con meno.
Anche meno spesa.
Perché tutti i capi che vi propongo hanno un prezzo equo.
Sono alla portata di tutti.
Ne faccio una questione di etica.
Quando acquisto tessuti in Messico, India, Colombia, Marocco,
quando commissiono un ricamo ad una donnina di una minoranza  etnica del nord del Vietnam  o del Guatemala, pago sempre il giusto.
E non cerco margini di guadagno esagerati nel rivenderlo.  Non mi interessano.
Il mio obiettivo non è arricchirmi ma to Live more with less, vivere meglio con meno.
È sufficiente per me coprire le spese del viaggio che mi ha portato a scovare quel prodotto.
Il sentiero è più importante della meta nel viaggio della mia vita.
La felicità  per me è un concetto semplice: ha a che fare con la libertà e non con il denaro.

 

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